The Police - Ghost In The Machine UHD (1981 - Rock) [Flac 24-192]

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The Police - Ghost In The Machine UHD (1981 - Rock) [Flac 24-192] (Size: 1.35 GB)
  01. The Police - Spirits In The Material World.flac 98.3 MB
  02. The Police - Every Little Thing She Does Is Magic.flac 147.11 MB
  03. The Police - Invisible Sun.flac 119.09 MB
  04. The Police - Hungry For You (J'aurais Toujours Faim De Toi).flac 96.47 MB
  05. The Police - Demolition Man.flac 199.48 MB
  06. The Police - Too Much Information.flac 125.57 MB
  07. The Police - Rehumanize Yourself.flac 111.43 MB
  08. The Police - One World (Not Three).flac 163.3 MB
  09. The Police - Omegaman.flac 94.56 MB
  10. The Police - Secret Journey.flac 116.35 MB
  11. The Police - Darkness.flac 109.19 MB
  Cover.jpg?042148 64.92 KB
  Ghost In The Machine UHD.m3u8 498 B
  Info.txt 3.96 KB

Description


The Police - Ghost In The Machine UHD (1981 - Rock) [Flac 24-192 SACD RIP]



Stavolta i Police ci hanno preso in contropiede. Saremmo stato tutti quanti disposti a scommettere su un'altra graziosa raccolta di chincaglierie biancoreggae e putipù, da intitolare, magari, “Raccatta Panatta”. Eravamo tutti pronti a sbadigliare di fronte a una nuova educazione sentimentale di Sting, e c’era già chi giurava e spergiurava che, dopo puttane, naufraghi dello spirito e scolarette, era questo il turno dell’amore senile (Lina Volonghi? Paola Borboni? Causio?). Macché. Sting si ricorda d’essere stato un “professore” e ci dona un autorevole trattato su “Come fare un disco che ha poco ha che fare con i precedenti riadattando un libro di teoria psicanalitica e nonostante tutto farlo bene”. Il libro in questione è, per l’appunto, “Ghost In The Machine”, interessante contributo di Arthur Kostler, nel quale vengono duramente attaccati gli sperimentatori della psicologia comportamentale: quelli, per intenderci, che avendo ottenuto successo nei loro sforzi di provocare certe prevedibili reazioni nelle cavie animali, intendono trasferire tali esperimenti agli esseri umani, con tutti i rischi che si possono facilmente intuire. L’uomo come il cane di Pavlov, asservito e pronto a rispondere involontariamente a certi stimoli etc.

D’accordo, si tratta di questione scottante e ampiamente dibattuta, ma… cosa c’entrano i Police in tutto questo? Nulla, se l’immagine che avete in testa è quella di “Roxanne”, “Message In A Bottle”, “Don’t Stand” e così via. “Ghost In The Machine” è qualcosa di totalmente diverso, è quello che con frusta allocuzione si definisce “l’album della svolta”. Le coordinate dei Police sono oggi localizzate in un punto qualsiasi tra Modern Eon, Omd, Yes e James Brown. È un’idea musicale di difficile definizione. Di già sentito c’è l’acrobatica maestria percussiva di Stewart Copeland e il sempiterno “yoo-yo-yoooh” di Sting, mentre per ogni dove si avvertono effluvi di electropop tastieristico e altro ancora. Spesso, ad esempio, si ode un sassofono glacialmente ritmico, dal quale Sting tira fuori due o tre note di convenienza. Ma i momenti migliori di “Ghost In The Machine” sono quelli dove l’aria si fa più oscura e cupa, avvolgente e impercettibilmente ostile, come nell’iniziale “Spirits In The Material World”, in “Secret Journey” e in quella “Darkness” che l’intelligente Copeland firma lasciando completamente in ombra la sua batteria.

Come singolo è stato scelto (coraggiosamente? incoscientemente?) l’impenetrabile e notturno “Invisible Sun”, il cui video è stato immediatamente censurato dalla Bbc per alcune sequenze riguardanti i disordini irlandesi.
A tratti riappare qualcosa di più gioiosamente canonico, come nell’erotica “Hungry For You” (che l’amico bassista canta in francese), o in uno scampolo di reggatta come “One World (Not Three)”. “Rehumanise Yourself” si agita furiosamente, quasi a non prendersi troppo sul serio, e ben dimostra quale sia la nuova parola d’ordine: nascondere il più possibile le emozioni private, celare al massimo i turbamenti individuali, adeguarsi a una linea di condotta “seria” e “dignitosa”, che permetta al gruppo di impegnarsi in un discorso difficile e oggettivo.
C’è un solo, rovinoso capitombolo, in questo concept-album, ed è la sconcertante “versione originale” di quella “Demolition Man” che Sting aveva visto indossata con tanta eleganza da Grace Jones.

“Ghost In The Machine” è comunque un’iniziativa da plaudire, e se venderà moltissimo (come è certo) si potranno fare tre argute considerazioni: 1) che è possibile portare in cima alle classifiche un disco intelligente e scarsamente commerciale; 2) che i poveri fan dei Police ormai reagiscono involontariamente, confermando quelle teorie di psicologia comportamentale che qui si volevano attaccare; 3) che un gruppo come questo, già laureato in Economia e Commercio, può brillantemente superare esami in materie umanistiche.

Tracklist:

1. The Police - Spirits In The Material World
2. The Police - Every Little Thing She Does Is Magic
3. The Police - Invisible Sun
4. The Police - Hungry For You (J'aurais Toujours Faim De Toi)
5. The Police - Demolition Man
6. The Police - Too Much Information
7. The Police - Rehumanize Yourself
8. The Police - One World (Not Three)
9. The Police - Omegaman
10. The Police - Secret Journey
11. The Police - Darkness

Playing Time.........: 41:06
Total Size...........: 1380,85 MB

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